Verso le elezioni presidenziali e il movimento Black Lives Matter: il punto di vista di Biden (Seconda Parte)

Verso le elezioni presidenziali e il movimento Black Lives Matter: il punto di vista di Biden (Seconda Parte)

Il 17 agosto è iniziata la convention democratica americana, interamente virtuale e senza pubblico dal vivo. Scelta che si potrebbe contrapporre a quella fatta dal partito repubblicano, il quale ha scelto di invitare mille persone, senza prevedere l’uso di mascherine né il rispetto del distanziamento sociale.  I discorsi dei democratici si sono focalizzati sulla gestione della pandemia da parte dell’amministrazione Trump, sul programma del partito democratico e su un tema particolarmente sentito sono state le proteste del movimento Black Lives Matter (BLM).

Tra gli ospiti che sono intervenuti alla convention, infatti, ci sono stati membri della famiglia di George Floyd, che in un breve intervento hanno ribadito la necessità di giustizia per tutti coloro che come Floyd hanno perso la vita ingiustamente per mano delle forze di polizia americane. In merito alla questione, un articolo di Politico ha riportato le opinioni dei rappresentanti del movimento BLM, i quali se da un lato hanno apprezzato il grande riconoscimento dato all’organizzazione nella convention di quest’anno, dall’altro si sono espressi in favore di una politica più decisa e concreta da parte di Joe Biden e in generale dei democratici.

I fondatori di BLM, infatti, temono che la strategia di Biden sia quella di utilizzare parole blande per poter attrarre anche i cosiddetti swing voters, ovvero gli indecisi, non esponendosi troppo su temi divisivi, ma dando comunque rilevanza a BLM per ottenere il voto dei sostenitori, dato che il partito repubblicano si è da subito espresso a sostegno delle forze dell’ordine. Se da una parte a Biden viene rimproverato di essere troppo poco deciso, dall’altra viene accusato dall’oppositore Donald Trump di avere vedute decisamente radicali e pericolose: in moltissimi dei suoi discorsi si riferisce all’esponente democratico come parte di una sinistra radicale, sostenitore delle élite e delle potenze straniere nemiche dell’America.

Questo è uno dei pilastri della campagna elettorale di Trump: polarizzare sempre di più gli argomenti oggetto del dibattito politico, dipingendo l’avversario come un pericoloso estremista e con lui tutto ciò che sostiene. Un esempio possono essere le dichiarazioni fatte da Trump in merito al movimento ‘defund the police‘. Il candidato Repubblicano ha accusato Biden di voler togliere tutti i finanziamenti al corpo di polizia fino al completo smantellamento. A queste accuse il portavoce del candidato democratico, Andrew Bates, ha risposto che per quanto Biden sia vicino ai manifestanti nella loro frustrazione, non vorrebbe nessun defunding estremo, bensì una riforma del sistema di polizia, sempre più militarizzato e con agenti sempre meno addestrati. (Ecco un approfondimento su cos’è e cosa chiede defund the police’? ).

Insomma, nessuno dei due candidati sembra aver preso posizioni particolarmente favorevoli al movimento e alle proteste, se non di moderato riconoscimento da parte dell’ex vicepresidente di Obama. In parte, sul tema è stata la scelta di Biden di candidare Kamala Harris alla vicepresidenza ad aver creato sentimenti contrastanti. Infatti, la Harris è una giovane donna nera che oggi sostiene la causa di BLM, ma che allo stesso tempo ha una carriera di procuratrice alle spalle con alcuni momenti che, seguendo le parole dell’ISPI, ridimensionano la sua immagine progressista, anche nell’ambito di casi inerenti alla violenza della polizia.

 

Il clima politico risulta essere estremamente divisivo, entrambe le parti si lanciano accuse gravissime e polarizzano il dibattito, aumentando le già esistenti tensioni tra i cittadini. Non aiuta poi che lo stesso Presidente si rifiuti di condannare i movimenti di estrema destra e suprematismo bianco. Ricordiamo tutti il famoso “stand back, stand by” (state indietro, aspettate), rivolto appunto ai militanti di estrema destra “proud boys“, ben diverso dallo “stand down” (fermatevi) che gli era stato chiesto di pronunciare durante il dibattito presidenziale.

C’è chi parla, forse in maniera un po’ esagerata, di un’imminente guerra civile, di un’America divisa culturalmente tra conservatori e progressisti e che, scossa dalla pandemia e dalle proteste, si avvicina ad un voto molto delicato, ma a cui sembra non essere pronta. Sebbene molte fonti diano Biden in testa ai sondaggi, l’opinione pubblica generale sembra essere scettica sulla vittoria del candidato democratico e prevede invece una rielezione del presidente uscente. Che il movimento venga accolto o meno dalle due fazioni, è innegabile che abbia provocato una grande scossa tra i cittadini americani e, considerando che le proteste procedono ininterrottamente da giugno, è impensabile non affrontare la questione sperando che la cosa vada a scemare col tempo. La frattura che si è creata è troppo profonda e chiunque otterrà la presidenza dovrà riconoscere e gestire le richieste di Black Lives Matter. Risulta, però, evidente che a seconda del candidato eletto, l’approccio sarà radicalmente diverso ed entrambe le parti hanno avuto modo di mostrare agli elettori come agirebbero durante i rispettivi mandati. Ora gli elettori e i sostenitori del movimento possono cambiare la rotta delle elezioni, attraverso il voto, auspicabilmente più partecipato rispetto al 2016, ma una volta scelto il presidente, sarà questo a determinare il futuro di Black Lives Matter.

di Noemi Bressan.

Qui la prima parte dell’analisi situazione USA nei mesi prima del voto.

 

fonti e ulteriori letture:

  • come i fondatori di BLM vedono Biden: https://www.politico.com/news/2020/08/22/underneath-democratic-convention-a-deep-divide-between-blm-activists-and-biden-400065
  • il movimento ‘defund the police’: https://www.ilpost.it/2020/06/08/movimento-defund-the-police-fondi-polizia/
  • chi è Kamala Harris: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/chi-e-kamala-harris-candidata-dem-alla-vicepresidenza-27450
  • l’America divisa: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/weekly-focus-usa2020-lamerica-divisa-27303

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