Uno sguardo d’insieme, che tanto insieme non lavora

Uno sguardo d’insieme, che tanto insieme non lavora

Nessuno si aspettava una tragedia di simil portata, non con tutte le misure e l’ego che ci fanno pensare di essere imbattibili. Breve bilancio di come i grandi del mondo hanno reagito.

 Una pandemia che corona le nostre vite da cinque mesi. Un cambio di vita radicale a cui ci siamo dovuti abituare in un tempo breve, ma ancora troppo lungo rispetto alla velocità del contagio. Sottovalutato da molti, il Covid-19, che era partito come un virus lontano, ha conquistato i riflettori di tutto il mondo e ha messo in difficoltà non solo la popolazione ma soprattutto i governi. Quest’ultimi, nonostante i diversi approcci, non sono riusciti a contenere l’enorme danno di oltre 6,6 milioni di contagiati e 390 mila vittime.

Nonostante si conosca l’origine del virus, non si può dire altrettanto delle situazioni confusionarie e irrazionali che hanno causato il contagio di altre nazioni.

 

 

 

Gli stati vicini all’epicentro della pandemia come Singapore, Taiwan e la Corea del Sud si sono adoperati efficientemente, ottenendo risultati sbalorditivi con metodi tendenzialmente invasivi per la privacy, che sarebbero impensabili in altre parti del mondo. Alcuni esempi possono essere il tracciamento di carte di credito dei contagiati, applicazioni per indicare le zone più a rischio della città e, nel caso di Taiwan, un sistema di sorveglianza telefonica che impediva ai cittadini di uscire di casa. Nonostante la severità, queste misure sono servite ad arginare adeguatamente l’avanzata del virus.

Lo stesso può essere detto della Nuova Zelanda, che grazie ad un intervento attivo e tempestivo del governo è riuscita, in due settimane, a eliminare il contagio. Quest’ultima si potrebbe dire una strategia diversa alle altre, poiché non mira a contenere il contagio ma ad azzerare qualsiasi possibilità di infezione.

D’altro canto, l’Europa, che insieme agli Stati Uniti sembrava la più preparata ad affrontare qualsiasi crisi, ha dimostrato una mancata coordinazione da parte degli organi sovranazionali e una notevole incertezza di azione da parte dei singoli stati. Il fenomeno del virus è stato a lungo sminuito, portando il Vecchio continente e gli States a numeri elevatissimi di contagiati, dovendo così imparare la lezione a proprie spese.

Nel continente europeo si sono viste strategie diverse, partendo da un completo lockdown in Spagna, Italia, Belgio e Francia, alla teoria della cosiddetta “Immunità di gregge” sviluppatasi nei Paesi Bassi, in Svezia e in Inghilterra, quest’ultima ravvedutasi dopo il drammatico aumento dei contagi.

Molti cittadini invidiano i sistemi liberali adottati, ad esempio, dai Paesi Bassi, in cui sono state sospese alcune attività che non permettevano di avere un metro e mezzo di distanza ed è stato consigliato di restare a casa, soprattutto alle fasce più a rischio della popolazione. Questo metodo mira sia a preservare l’economia che a non sovraccaricare gli ospedali, cercando di sconfiggere il virus creando uno scudo, formato dalla popolazione immunizzata, che possa contrastare il contagio.

Nonostante questo metodo abbia portato a risultati simili a quelli dei paesi che hanno adoperato altre strategie, ha avuto come scopo e traguardo preservare le fasce della società più a rischio e mantenere un sistema sanitario più bilanciato, affidandosi al buonsenso dei cittadini ad evitare affollamenti e mantenere il distanziamento sociale. Peculiare la Svezia, dove molti cittadini hanno sottolineato che la “distanza di sicurezza” sia una consuetudine nella loro cultura già da tempo.

D’altro canto, il sistema adottato dalla maggioranza dei paesi europei non ha fornito dati incoraggianti: la risposta tardiva e la velocità del contagio non hanno permesso al sistema di prepararsi adeguatamente, né alla popolazione di assimilare la gravità della situazione. Alcuni accusano addirittura le democrazie di aver indugiato troppo sulle limitazioni alle libertà dei cittadini, portando a conseguenze nefaste. Come detto, un esempio “eccellente” è il caso della Gran Bretagna, dove il primo ministro, Boris Johnson, si era opposto a qualsiasi tipo di approccio che potesse rallentare l’economia, finché lui stesso non è contagiato dal virus stesso.

Mentre, in un primo momento, la Russia sembrava essere tra le nazioni che erano riuscite a gestire meglio la pandemia, si è presto ritrovata in mezzo ad una serie di scandali. Recentemente, infatti, è uscita una notizia riguardante tre medici “caduti accidentalmente” dalla finestra dell’ospedale dopo aver fatto una critica alla gestione della pandemia da parte del governo. Inoltre, diversi media stanno parlando del numero degli infetti straordinariamente basso, se comparato con la superficie del paese, da cui sembra essere stato omesso il 70% del numero reale di contagiati, accusando il Cremlino di tale manovra affinché i numeri apparissero riassicuranti. Questa mancanza di informazioni affidabili è riconducibile all’episodio dell’insabbiamento dei dati di Chernobyl che portarono, in seguito, l’allora presidente Mikhail Gorbachev a promuovere una politica di trasparenza. Fino ad ora il paese attribuiva lo scarso numero di contagi, nonostante la vicinanza del confine con la Cina, ad una ferrea strategia preventiva di chiusura delle frontiere attuata prontamente dal governo per non dover prendere ulteriori misure restrittive all’interno del paese. Tuttavia, le misure che sono state prese si sono rivelate caotiche e molto severe, tanto che il presidente Vladimir Putin ha minacciato un’imposizione di cento ore di servizio pubblico per chiunque non avesse rispettato le norme restrittive.

Tra gli altri paesi troviamo gli Stati Uniti, che attualmente ricoprono il primo posto nella non invidiabile classifica delle nazioni più colpite, con oltre un milione e mezzo di contagiati. Il presidente, Donald Trump, è stato costretto, dopo svariate settimane di conferenze stampa in cui ha minimizzato la gravità della situazione, a riconoscere il bisogno di prendere provvedimenti seri e tempestivi. Si è data l’autonomia ai Governatori degli Stati americani di prendere misure autonome per contenere il virus, ma i costanti assembramenti di protesta contro queste ultime, soprattutto a Washington, sono risultati deleteri e controproducenti, aumentando i contagi in maniera esponenziale. Oltre a questo, molti altri episodi interessato la sicurezza sanitaria interna degli Stati Uniti in questo periodo di pandemia, come i cosiddetti “Covid Party”: feste appositamente organizzate per contagiarsi e immunizzarsi, che hanno ricevuto una dura condanna da parte della comunità scientifica americana. Infine, da non dimenticare lo scontro tra Trump e il suo predecessore, Barak Obama, che ha portato nel paese una crescente confusione sulle misure e i comportamenti da adottare.

In una situazione simile si trova il Brasile, che ha catturato l’occhio del mondo da qualche settimana a causa del comportamento disinteressato e negazionista del presidente Jair Bolsonaro che, mentre nel paese si aggrava la situazione sanitaria e la curva dei contagi sale pericolosamente, si è costantemente opposto a qualsiasi misura di lockdown e di distanziamento sociale. La situazione nel paese è sempre più critica e a complicare la situazione vi è lo scontro tra Bolsonaro e diversi governatori brasiliani che vorrebbero l’adozione di misure sanitarie più stringenti per arginare l’avanzata del Covid-19. Inoltre, il modesto numero di tamponi suscita ancora più preoccupazione, poiché non permette di avere un quadro reale della situazione sanitaria del paese.

 

Il resoconto sembra essere deludente, nonostante gli svariati tentativi degli Stati, perché i numeri aumentano e mostrano quanto la cooperazione internazionale sia fondamentale per contrastare un’emergenza simile. Questo virus ha portato tanti morti quante riflessioni. Siamo arrivati a capire quella famosa frase di Bill Gates “La prossima guerra che ci distruggerà non sarà fatta di armi ma di batteri. Spendiamo una fortuna in deterrenza nucleare, e così poco nella prevenzione contro una pandemia, eppure, un virus oggi sconosciuto potrebbe uccidere nei prossimi anni milioni di persone.” Il virus ha drammaticamente evidenziato il comportamento inadeguato mostrato dalla comunità internazionale nei confronti della pandemia, sperando sia un insegnamento e un invito a trovare in futuro soluzioni nuove e condivise per prevenire simili crisi.

 

di Mara Vos Carrero

 

Fonti e ulteriori letture:

 

  • https://www.cbsnews.com/news/coronavirus-netherlands-gamble-on-limited-intelligent-lockdown-to-control-covid-19/
  • https://thebulletin.org/2020/04/declaring-victory-too-soon-lessons-from-europes-different-responses-to-coronavirus/
  • https://www.google.it/amp/s/www.ilpost.it/2020/04/08/coronavirus-nuova-zelanda/amp/
  • https://www.google.it/amp/s/www.corriere.it/esteri/20_maggio_09/brasile-10-mila-morti-covid-19-ma-bolsonaro-vuole-fare-grigliata-3fc244b2-9201-11ea-9f60-1b8d14bed082_amp.html
  • https://www.google.it/amp/s/www.ilmessaggero.it/AMP/mondo/covid_party_cosa_sono_contagio_news_ultime_notizie-5217751.html
  • https://www.google.it/amp/s/www.ilmessaggero.it/AMP/mondo/coronavirus_medici_russia_cadono_dalla_finestra_ospedale_giallo_ultime_notizie_news-5208063.html
  • https://www.economist.com/europe/2020/05/21/russias-covid-19-outbreak-is-far-worse-than-the-kremlin-admits
  • https://www.centromachiavelli.com/2020/04/11/casini-covid-approcci/

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