Una giornata a Nicosia: la capitale divisa

Una giornata a Nicosia: la capitale divisa

Nicosia è la capitale della Repubblica di Cipro, stato membro dell’UE dal 2004. È l’unica capitale al mondo divisa, la parte sud appartiene alla zona ad influenza greca mentre quella nord alla comunità turca.

(fonte foto: https://www.eviaggi.info/cipro-isola-per-tutte-le-stagioni/)

La visita a Nicosia fa parte del mio viaggio in solitaria alla scoperta di Cipro. Le particolarità dell’isola sono molteplici: geograficamente il territorio è situato in Asia, politicamente il territorio è diviso in due, o meglio, in tre. Da ovest a est una “linea verde” fraziona l’isola dividendone il territorio in zona sud e zona nord. Perché esiste questa divisione?

Nel 1571 l’isola venne occupata dall’Impero ottomano, nonostante la resistenza degli abitanti di Nicosia e Famagosta. In seguito alla guerra russo-turca (1877–1878) e al Congresso di Berlino, Cipro fu fittata dall’Impero britannico, che di fatto ne assunse l’amministrazione nel 1878 in cambio della garanzia di usare l’isola come base per proteggere l’Impero ottomano contro un’eventuale aggressione russa. L’isola in sostanza servì alla Gran Bretagna come base, fondamentale da un punto di vista strategico-militare per le conquiste coloniali ed il controllo del Mediterraneo orientale.

Nel 1906, quando il porto di Famagosta fu completato, Cipro era un avamposto strategico navale che si affacciava sul Canale di Suez, la strada principale per l’India che era allora il possesso più importante d’oltremare della Gran Bretagna. A seguito dello scoppio della Prima guerra mondiale e della conseguente decisione dell’Impero ottomano di aderire alla guerra a fianco degli Imperi centrali, l’impero britannico formalmente annesse Cipro il 5 novembre 1914.

Divenuta indipendente nel 1959, fu subito interessata da forti tensioni di carattere etnico, tanto che un colpo di Stato della maggioranza greca fornì il pretesto alla Turchia per intervenire militarmente, in base al Trattato di Zurigo del 1960, e di occupare una porzione di territorio assai più grande di quella appartenente alla minoranza turca. Nacque così la Repubblica Turca di Cipro del Nord, priva di riconoscimenti internazionale e di fatto strettamente legata ad Ankara.

Oltre alla divisione greco-turca, sull’isola sono presenti anche due basi militari britanniche, Akrotiri e Dhekelia: due piccoli lembi di terra posti sotto il controllo di Londra.

(fonte foto https://www.osservatoriodiritti.it/2018/01/31/cipro-turchia-grecia-europa-storia/)

La mia giornata in visita a Nicosia parte da Larnaca. Le due città sono divise da 50 km percorribili in un’ora. Arrivo a Nicosia intorno alle 10 del mattino. Come tutte le città medioevali, il centro storico forma un grande cerchio delimitato da antiche mura costruite per difendere la comunità dai conquistatori. È luglio, il caldo è afoso già dalla mattina. Mi incammino nelle stradine del centro e dopo pochi minuti arrivo nella famosa Ledra Street.

Lungo questa strada è presente l’unico passaggio, all’interno delle mura medievali, che permette l’ingresso nella parte turco-cipriota. Lo scenario è quello di un classico checkpoint, le bandiere greche da un lato e quelle turche dall’altro. Sembra tutto molto tranquillo e il confine è molto pacifico, anche se in passato qualche episodio di criticità c’è stato. Dopo un caffè tra il filo spinato ed i sacchi di sabbia mi avvio ai controlli. Superata anche l’ispezione turca, entro nel territorio occupato: già dai primi metri è facile notare che l’aspetto della città cambia totalmente. Ci sono piccoli negozi ovunque, non c’è Starbucks e neanche il McDonald’s, sostituiti da piccoli alimentari e ristoranti che cucinano specialità turche. Uno dei punti di attrazione di Lefkoşa, così come è chiamata la metà turca, è sicuramente la moschea Selimiye, originariamente una chiesa ortodossa adesso convertita.

Curiosità: tra le due torri della moschea sventolano le bandiere di Cipro Nord e della Turchia, un modo per prendersi gioco dei vicini greco-ciprioti in una rivalità che va avanti da secoli.

(fonte immagine https://medium.com/travel-writers/ledra-street-checkpoint-87e22b82d927)

Subito dopo mi reco al Büyük Han, un caravanserraglio costruito dagli ottomani nel 1572, divenuto prigione sotto l’amministrazione britannica e infine riconvertito a centro culturale. All’interno sono presenti caffè e vari negozi di prodotti artigianali. Quando si è fatta ormai ora di pranzo, cambio qualche euro nelle lire turche e mi concedo un pranzo a base di carne, riso e verdure in uno dei tanti ristoranti presenti.

Dopo i soliti controlli al confine ritorno nella parte ad influenza greca; in realtà, camminando tra le strade della capitale cipriota c’è poco da vedere. Così, per passare il tempo decido di effettuare una visita all’osservatorio/museo di Nicosia per poter osservare la città dall’alto. L’osservatorio si trova all’11° piano della Torre di Shacolas, l’ingresso costa 2 € e dà la possibilità di osservare a 360 gradi la città dentro le mura. Guardando a nord, verso la zona occupata, si riesce a vedere una mega bandiera di Cipro Nord a rimarcare, ancora una volta, il sentimento indipendentista da parte dei turco-ciprioti.

(foto Claudio)

Finita la mia visita mi incammino verso il terminal degli autobus e mi imbatto in una sede istituzionale nei pressi del bastione D’Avila, uno degli undici baluardi che circonda il centro storico. Lascio Nicosia un po’ deluso, la città non dà l’impressione di essere una capitale, i luoghi di interesse sono pochi e le attrazioni poco segnalate. Vale la pena visitarla solo per la curiosità di entrare in un territorio occupato. Le mura veneziane che circondano la città vecchia ricordano La Valletta, ma lo scenario è sicuramente molto meno suggestivo.

 

Di Claudio Petrozzelli.

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