Premio Oscar: fra passato e presente

Premio Oscar: fra passato e presente

Da quasi cento anni il mondo assiste con il fiato sospeso ad un evento di grande rilevanza e prestigio nell’ambito cinematografico: la serata degli Oscar. Ma che cos’è questo premio e come si svolgerà quest’anno?

L’arte è una capacità squisitamente umana, che permette agli individui di esprimersi e di comunicare in modo creativo. È un’abilità in stretta relazione con l’emozione, il linguaggio e l’esperienza culturale. Se fino al termine del Diciannovesimo secolo l’arte aveva a che fare soprattutto con il disegno, la pittura e la musica, dal 1895 essa abbraccia una forma più moderna di se stessa: il cinema.

Quelle immagini in bianco e nero proiettate in rapida sequenza dai fratelli Lumière furono l’inizio del cinema così come lo conosciamo. Eppure, da allora la tecnologia si è evoluta e il cinema si è sviluppato con essa. Le costanti che rimangono tali nel tempo sono poche.

La risoluzione del film è cambiata, i colori sono comparsi ad accendere le immagini e i suoni hanno dato voce a quei personaggi che, fino agli anni ’20, erano stati muti. Gli effetti speciali hanno stravolto le nostre aspettative. Il pubblico è cambiato e così anche il mercato che risponde alle sue richieste. Oggi neppure la presenza fisica degli attori sul set può essere data per scontata: esistono tecnologie in grado di “applicare” il volto di un attore su quello di un altro e di ricrearne movimenti ed espressioni facciali.

Una delle poche cose che è rimasta invariata è la capacità che il cinema ha di emozionarci. Anche se le persone più anziane possono sostenere che i nuovi film non siano più belli come quelli di una volta, la verità è che in tantissimi continuano a seguire con interesse il mondo cinematografico, in attesa di nuove pellicole da guardare con meraviglia e curiosità.

Oltre a ciò, una costante che accompagna e arricchisce lo spettacolo del cinema dal 1929 è l’Academy Award, meglio conosciuto come Premio Oscar.

Le storie che spiegano il motivo per cui l’Academy Award si chiami “Oscar” sono molteplici, ma quella più conosciuta ed accreditata è questa: Margaret Herrick, impiegata all’Academy Award of Motion Picture Arts and Sciences (A.M.P.A.S.), nel vedere la statuetta sopra un tavolo disse: «Assomiglia a mio zio Oscar!»

Esso è il premio cinematografico più antico al mondo e ogni anno viene assegnato ad attori, registi, scenografi, costumisti, musicisti ed altri soggetti meritevoli, che si sono distinti dagli altri nei rispettivi campi.

Una giuria composta da circa 6000 membri, chiamata Academy of Motion Picture Arts and Sciences, ha il compito di selezionare ed eleggere i soggetti che soddisfano i requisiti per ambire alla “statuetta dorata”.

Per essere candidato al Premio Oscar, un film deve essere stato trasmesso nei cinema della Contea di Los Angeles durante il precedente anno per almeno una settimana. Questo vale per i film statunitensi, ma non per quelli stranieri, i quali, se soddisfano altri criteri, possono concorrere per l’Oscar al Miglior film straniero.

Quest’ultimo premio è stato vinto nel 1999 dal film “La vita è bella” di Roberto Benigni, il quale fu premiato anche come miglior attore protagonista. Il momento in cui Sophia Loren pronunciò il nome “Roberto” e quello in cui Benigni saltò letteralmente sulle poltrone del Dolby Theatre, scavalcando le teste degli illustri ospiti per raggiungere il palco, fu una delle occasioni più memorabili della storia degli Oscar.

Un altro momento di rilievo avvenne nel 1972, quando Charlie Chaplin ricevette l’Oscar alla carriera, con il merito di aver fatto ridere e piangere milioni di persone e di aver cambiato le sorti del cinema. Allora, un pubblico commosso si alzò in piedi per elogiare il grande attore in uno scroscio di applausi durato circa dieci minuti.

Quando Marlon Brando nel 1973 vinse l’Oscar al miglior attore protagonista, recitando nel film “Il padrino”, non solo non si presentò alla premiazione ma sul palco salì una squaw indiana, che parlò a suo nome per rifiutare la statuetta e per denunciare la situazione di sfruttamento delle popolazioni indigene da parte dell’ambiente hollywoodiano.

Nel 1993, invece, Federico Fellini ritirò l’Oscar alla carriera e dopo aver fatto i dovuti ringraziamenti, con un inglese dal forte accento italiano, invitò la moglie che era seduta in platea a smettere di piangere.

Un altro momento significativo è stato quello in cui Leonardo DiCaprio, nel 2016, dopo aver ricevuto cinque nomination nella sua carriera, riuscì finalmente a vincere l’Oscar come miglior attore, con la recitazione nel film “The Revenant”.

In tale occasione, DiCaprio non si limitò a ringraziare tutti coloro che permisero al suo sogno di realizzarsi, ma approfittò del focus mediatico per parlare di un tema a lui molto a cuore: il cambiamento climatico. Spiegò che il film si sarebbe dovuto girare interamente in Canada, ma a causa del riscaldamento globale dovettero cambiare location. Riuscirono a trovare la neve, che era necessaria per girare il film a Ushuaia, solo nell’estremo sud dell’Argentina.

Ecco un estratto del suo discorso: “Il cambiamento climatico è reale. Sta accadendo in questo momento. È la minaccia più urgente per tutta la nostra specie, e abbiamo bisogno di lavorare collettivamente insieme e smettere di rimandare”.

Insomma, l’evento degli Oscar è un momento speciale dell’anno in cui milioni di riflettori sono puntati sul Dolby Theatre e molte cose possono succedere. Non si tratta infatti di un semplice appuntamento di svago, in cui film, registi e attori vengono premiati, ma rappresenta anche un’occasione di grande rilievo che coloro che vincono possono sfruttare per mettere in luce problemi, sogni e desideri che verranno ascoltati da un’estesa platea di spettatori.

Anche quest’anno, nel pieno della pandemia e dell’emergenza sanitaria, le statuette dorate verranno consegnate, ma con alcune differenze. La cerimonia di premiazione, che si tiene normalmente nel mese di febbraio, è attesa a fine aprile (il 25).

Questo slittamento è dovuto a due ragioni principali. La prima riguarda la sicurezza: in primavera, date le temperature più elevate, dovrebbe diminuire la facilità di diffusione del Covid-19. L’evento potrà quindi svolgersi in maggior sicurezza. La seconda riguarda il tempo: molti film hanno avuto difficoltà nell’essere girati e pubblicati in tempo per rientrare nei vecchi criteri di ammissione. Dunque, concedendo più tempo si spera di includere nelle nomination più pellicole possibile.

Il mercato del cinema, infatti, è in crisi. La pandemia globale ha colpito questo settore duramente, ma l’Academy vuole dare un segnale di forza per dimostrare che il futuro può essere più luminoso. Per questo secondo alcune fonti la serata si svolgerà in presenza, attraverso dirette streaming da diverse parti del paese e del mondo.

Si suppone quindi che gli ospiti verranno suddivisi e smistati in più sedi e teatri, non solo degli Stati Uniti, i quali saranno collegati live fra loro per poter ricreare almeno una parvenza di normalità.

Fra pochi giorni, il 15 marzo, saranno resi noti i candidati ufficiali. Intanto, sappiamo che l’Italia è fuori dalla corsa per il miglior film, ma è in gara nella categoria Documentario con “Notturno” di Gianfranco Rossi, in quella Make Up con “Pinocchio” di Matteo Garrone e in quelle di miglior canzone e miglior colonna sonora con “La vita davanti a sé”.

Per quanto riguarda il Miglior film straniero alcuni rumors parlano di “Nomadland” di Chloé Zhao, “The Father” con Anthony Hopkins, “Notizie dal mondo” con Tom Hanks. Ma vi sono anche film targati Netflix: “Mank”, diretto da David Fincher; “Il processo ai Chicago 7”, scritto e diretto da Aaron Sorkin; “Ma Rainey’s Black Bottom”, diretto da George C. Wolfe.

La speranza è quella di assistere ad una serata magica, ricca di emozioni e di intrattenimento che possa sollevare almeno per qualche ora i milioni di spettatori sparsi per il globo dal peso che non solo il cinema, ma il mondo intero, sta portando sulle spalle.

 

di Giacomo Catani.

 

Fonti:

 

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