National Model United Nations: l’officina dei diplomatici del futuro

National Model United Nations: l’officina dei diplomatici del futuro
New York, USA October 16 2016:United nation headquarter and un logo in new york. the official headquarters of the United Nations since its completion in 1952

Il racconto di un’esperienza affascinante da chi l’ha vissuta in prima persona.

 

“La diplomazia è l’arte di permettere a qualcuno di fare a modo tuo”. Così Sir David Paradine Frost, famoso conduttore televisivo e scrittore britannico, descrive quella che è la passione di migliaia ragazzi dei quali andremo a parlare.

Ogni anno studenti provenienti da tutto il mondo si riuniscono per partecipare al National Model United Nations (NMUN), uno dei più noti progetti formativi  dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU). Si tratta di una vera e propria simulazione degli organi principali dell’ONU grazie a cui i ragazzi hanno l’opportunità, in veste di delegati dei vari Stati membri, di conoscere e vivere l’ambiente diplomatico.

Il National Model United Nations ha origine negli Stati Uniti nel 1927 come simulazione degli organi della Società delle Nazioni. Le conferenze furono tenute annualmente ogni anno ad eccezione del 1945. Nel 1946, la conferenza ha cambiato nome in Middle Atlantic Model (UN) General Assembly ed è stata la prima dopo la nascita ONU. Solo dopo il 1967 il progetto ha preso l’attuale nome di NMUN.

Le conferenze, in quegli anni, si sono svolte a New York, ma dal 2007 sono organizzate anche a Washington DC e in città straniere in collaborazione con partner provenienti tutto il mondo. La più famosa e storica tra le varie simulazioni, rimane ancora quella di New York ed è rivolta a studenti universitari.

È proprio nella Grande Mela che si riuniscono cinquemila ragazzi pronti a confrontarsi e a vivere quest’esperienza che li porterà a lavorare nel centro di tutte le funzioni ONU, nel famoso Palazzo di vetro.

Analizzando i dati direttamente sul sito ufficiale del NMUN, possiamo osservare come il 58% dei partecipanti proviene da Paesi stranieri, mentre il 42% dagli Stati Uniti d’America. Questo fa ben intendere quanto sia importante quest’iniziativa, tanto da coinvolgere centoventisei Stati, quattrocent’otto università ed oltre settemila persone tra studenti, docenti e volontari.

La simulazione consiste in quattro giorni basati sulla rappresentanza da parte dei delegati dei propri Paesi e sulla risoluzione delle problematiche proposte in precedenza e sulle quali gli studenti hanno avuto modo di prepararsi nei mesi precedenti.

Durante il periodo di preparazione agli studenti viene anche chiesto di scrivere e presentare un paper riguardante i topic che saranno affrontati nelle rispettive commissioni. I topic variano a seconda della commissione alla quale si partecipa, dall’Assemblea Generale (la seduta plenaria) fino al Consiglio di Sicurezza. Seguendo le regole che disciplinano le discussioni all’interno dell’ONU, gli studenti collaborano per arrivare ai vari accordi e alla stesura delle risoluzioni.

Dopo un primo giorno riservato alla cerimonia di apertura e ai primi discorsi dei vari delegati, si passa a una full immersion di due giorni dove si mettono in pratica tutte le proprie conoscenze ed abilità per arrivare alla stipulazione di accordi, a seconda della politica seguita realmente dal proprio Paese di rappresentanza e alla stesura di quella che sarà la risoluzione da porre per le votazioni.

Una volta conclusa la simulazione, vi è il momento delle premiazioni. Qui vengono eletti il miglior delegato e il miglior position paper, riconoscimenti ai quali tutti i delegati ambiscono.

L’esperienza formativa è poi arricchita dall’opportunità, tramite le mission briefing, di incontrare diplomatici che lavorano presso le Rappresentanze Permanenti e confrontarsi per comprendere al meglio come svolgere il proprio ruolo di delegato.

Il National Model United Nations, inoltre, non solo consente di poter inserire nel proprio curriculum un’esperienza di calibro internazionale, ma permette anche di sviluppare nuove skills o di migliorare quelle già in possesso. Team working, time management, public speaking e uso della lingua inglese sono solo alcune delle abilità che questa esperienza contribuisce a rinforzare.

NMUN può essere considerato, quindi, come un vero e proprio test per i ragazzi che sognano la carriera diplomatica.

In quei quattro giorni di simulazione è possibile conoscere studenti provenienti da tutto il mondo con passioni comuni, provare in prima persona cosa vuol dire essere l’ambasciatore di un Paese e visitare gli uffici fulcro della vita e del dibattito politico della comunità internazionale. Una affascinante rampa di lancio per quella che sarà la nuova classe diplomatica del futuro.

 

di Francesco Staiano.

 

Fonti ed ulteriori approfondimenti:

  • Sito istituzionale National Model United Nations: https://www.nmun.org/

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.