La terza guerra mondiale è qui?

La terza guerra mondiale è qui?

Il rischio di una catastrofe globale e il “Manuale in caso di guerra” ucraino.

Nella seconda metà dello scorso secolo, nei momenti più aspri di Guerra Fredda tra Stati Uniti d’America e Unione Sovietica, venne presa in considerazione la possibilità che la pace mondiale sarebbe potuta venir meno: il grande astio che serpeggiava tra i due blocchi fece temere il peggio.

Erano in molti ad aver preso in considerazione l’ipotesi che il conflitto si sarebbe tramutato in una “Terza guerra mondiale“. Quest’ultima, con grande probabilità, si sarebbe potuta concludere con la distruzione di gran parte della vita sulla Terra o l’estinzione della specie umana; oppure il collasso parziale della civiltà, con un numero di vittime non inferiore al miliardo di morti, come si evince dalla dottrina politico-militare della distruzione mutua assicurata.

L’espressione “Terza guerra mondiale” è sopravvissuta alla fine della guerra fredda ed è riferita attualmente ad ogni potenziale conflitto globale futuro in cui potrebbero essere coinvolte armi nucleari. Infatti, è ancora elevata la forza degli arsenali nucleari, soprattutto negli USA e in Russia. Per di più gli attentati terroristici seguiti a quello dell’11 settembre 2001 e la conseguente “Guerra al terrorismo”, lanciata dagli Stati Uniti contro il regime talebano in Afganistan e Al-Qaida, contribuiscono ad alimentare i timori in tal senso.

Dopo il 2001, la locuzione è spesso ripresa per vari conflitti e crisi mondiali. Persino Papa Francesco, nel 2014, riferendosi a vari conflitti in corso nel mondo e alle operazioni militari in Afghanistan, ha dichiarato che, a suo parere, il mondo è già entrato nella terza guerra mondiale. Dopo gli attentati del 13 novembre 2015 a Parigi, in un’intervista il Papa ha nuovamente affermato che il mondo si trova in una guerra mondiale spezzettata.

I recentissimi dissapori tra Russia e NATO sulla questione Ucraina hanno scatenato nuovamente il panico che, nell’era del digitale, è dilagato specialmente sui social. Tra vari tweet e post, in molti hanno contribuito nell’esprimere le proprie preoccupazioni al riguardo; al contrario, vi è chi invece ha preferito esorcizzare la questione con fervente ironia.

La guerra, alla fine, però, è arrivata. Il conflitto tra Russia e Ucraina, congelato da oltre otto anni, è riesploso in tutta la sua violenza. Le azioni di questa notte hanno colto di sorpresa molti analisti ed esperti, che non immaginavano una tale escalation. Tuttavia, a Kiev in molti erano ormai “pronti” a tale evoluzione. Non a caso, questo gennaio in Ucraina sono stati distribuiti dei libretti molto particolari: sul frontespizio recano la scritta “Manuale in caso di guerra”. Lo scopo di questi plichi di istruzioni sarebbe quello di indicare ai cittadini come far fronte alla minaccia russa.

Le indicazioni riportate nel manuale sono di vario genere: dal comprare più candele possibili all’accertarsi di avere abbastanza benzina in serbo per una fuga; dall’aver sempre con sé un biglietto con il proprio gruppo sanguigno al comando di non guardare mai il nemico in caso di sparatorie. Un manuale di sopravvivenza che sembra uscito direttamente da qualche opera distopica. Il solo leggere alcune di queste disposizioni fa raggelare il sangue.

Purtroppo, non è possibile commentare ciò che sta accadendo in Ucraina da questa notte. Nessuno si sarebbe aspettato un colpo di testa così deciso da Vladimir Putin. Nessuno immaginava che gli sforzi diplomatici sarebbero andati a vuoto, favorendo l’inizio di un conflitto sul suolo europeo, potenzialmente di larga scala.

La verità, forse, è che la nostra società ha peccato di arroganza, commettendo un errore grossolano che la storia ha più volte provato ad insegnare: dare per scontata la pace.

 

di Giada Lagetti.

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