La breve storia di Doctis Ardua

La breve storia di Doctis Ardua

Chi siamo, dove andiamo, cosa vogliamo.

 

Tutto è iniziato nelle polverose aule della facoltà di Scienze Politiche della Sapienza di Roma. Tra odiosi volumi di testo da studiare, sempre con il cuore da buttare oltre l’ostacolo degli esami, e tra sguardi disattenti e posture annoiate.

E con gli studenti, talvolta convitati di pietra, che avrebbero di gran lunga preferito discutere amabilmente sull’immortalità dell’anima anziché sulle conseguenze delle guerre balcaniche e le relative alleanze politiche e militari. Cadenzare lento delle giornate, a volte piovose a volte assolate, tra domande non troppo intelligenti e incontri scivolosi lungo i corridoi.

Insomma, tutto andava per il meglio.

Poi, all’improvviso e senza una ragione ben precisa, è arrivato un guizzo di bagliore. E come tutti i colpi d’intelletto anche questo non aveva un passato o una giustificazione, anzi, esplodeva quasi incredulo tra le menti spudorate degli studenti e si insinuava lentamente persino nelle loro coscienze. Semplicemente, ma forse banalmente, un gruppo di studio, un collettivo di menti elette che si sforzavano di fare bella figura con i gomiti appoggiati su un tavolo pieno di libri.

Ecco, così è nato il nostro gruppo (e forse ci sono mancate le matite poggiate sopra le orecchie), tra increduli proviamo e decisi possiamo farcela. Niente di tutto questo avrebbe accompagnato in futuro lo squinternato gruppo di studenti, piuttosto una passione, un impeto potremmo dire, per la ricerca, lo studio, la comparazione e tanto altro ancora.

Insomma, il riscatto dal grigiore della vita studentesca, ma forse meglio un morso alla politica internazionale e un sorso di storia delle religioni (al pasto completo non siamo ancora arrivati).

Il nome. Tutti i gruppi, sia ordinari che speciali, hanno un nome. Qualcosa di importante, o di moderno, o di innovativo, o addirittura di provocatorio. Ma noi siamo figli della Sapienza, siamo presuntosi e ambiziosi, quindi ci chiameremo Doctis Ardua, ai Sapienti le cose Difficili. Si, questo è il nome giusto per noi.

Ed è così che scriviamo saggi di geopolitica, discutiamo sulle politiche estere, argomentiamo le scelte governative e indaghiamo sulle complessità sociali. Insomma, alla fine siamo diventati bravi. E continuiamo a scrivere, a dissertare, a cercare aree disperate dimenticate dal mondo e dai giornali (e non ci interroghiamo più sull’immortalità dell’anima, abbiamo cose più interessanti da fare).

Ecco, questo è diventato il nostro mestiere, scriviamo saggi geopolitici e difficilmente ci stancheremo di farlo. Gli studenti svogliati di un tempo oggi sono in giro a lavorare (almeno così dicono), si sono fatti grandi e hanno orizzonti che difficilmente confesserebbero. Ma quando dobbiamo scrivere un saggio loro ci sono, sono sempre lì.

Sapientem Senem (vir sapit qui pauca loquitur).

 

contributo del Prof. Daniele Pierumberto Cellamare, già docente presso l’Università Sapienza di Roma e il Centro Alti Studi per la Difesa (CASD). È stato direttore dell’Istituto Studi Ricerche e Informazioni della Difesa (ISTRID e autore di numerose pubblicazioni di storia contemporanea. Appassionato di studi sulla storia militare, ha collaborato con testate e radio-televisioni nazionali.

 

Fonti e ulteriori approfondimenti sul gruppo Doctis Ardua:

  • Sito di Doctis Ardua: https://doctisardua.it/home

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