Il Natale e la cucina: le dolci tradizioni italiane

Il Natale e la cucina: le dolci tradizioni italiane

Panettone, pan di zenzero e torrone li conosciamo tutti, invece avete mai assaggiato l’amaretto santacrocese?

Si avvicina il Natale e anche all’interno di Dixxit sentiamo l’aria delle feste. Per questo ultimo articolo del 2020 ho curiosato un po’ tra le ricette natalizie più amate dai nostri soci: si tratta di piatti della tradizione regionale, ma anche della tradizione delle case di ciascuno. 

Partiamo dal Piemonte con un piatto tipico apprezzato anche nel periodo delle feste: il semolino dolce fritto. Fa parte del fritto misto piemontese, è una ricetta semplice ma ricca di tradizione ed emozione. La preparazione consiste nel cuocere il semolino nel latte, aggiungere l’uovo, passarlo nell’uovo sbattuto, poi nel pangrattato e friggere. La mamma del nostro Federico ci dice che il successo dipende dall’aggiunta della scorza di limone, per bilanciare il gusto molto dolce. 

Passiamo dalla Lombardia dove per Giada non è Natale senza i medaglioni di patè di fegato di vitello circondati da gelatina fatta con il brodo. La specialità francese ha molto successo anche nel nord Italia nelle sue varianti di pollo e vitello e si prepara cucinando la carne in padella con le spezie, si frulla e si dispone nella teglia, una volta raffreddato si versa sopra la gelatina di brodo e lo si lascia a riposo. 

Arriviamo in Veneto, più precisamente a Verona dove alla fine del pranzo del 25 non può mancare una fetta di pandoro accompagnata da un bel pezzo di mandorlato. Il mandorlato è un dolce molto simile al torrone, si prepara con mandorle, miele e albumi. Durante le feste si mangia anche la carne di bovino lessa accompagnata dalla pearà, una crema che si prepara con il midollo di bue, pane raffermo, pepe e brodo di carne. Un vero must della nostra cucina: infatti noi Veronesi non possiamo farne a meno e la potete trovare tutto l’anno.

Scendiamo in Toscana, nel Senese dove la nonna di Olimpia ci aspetta con crostini di fegatini di pollo da inzuppare nel vin santo o nel brodo, un tipico antipasto toscano. Immancabili sotto le feste poi cavallucci, biscotti a base di noci,miele, spezie, i ricciarelli, biscotti fatti con mandorle, zucchero, albume e l’immancabile panforte, il dolce a base di mandorle e frutta candita che è importante precisare non può essere sostituito dal panettone! Sempre in Toscana ci spostiamo con Giulia nel paese di Santa Croce sull’Arno dove per le festività natalizie si prepara l’amaretto santacrocese, un biscotto a base di farina di mandorle,zucchero, uova e scorza di limone da abbinare ad un vino liquoroso come il vin Santo toscano, in occasione della festa annuale dedicata a questo biscotto le pasticcerie e forni del paese tengono anche un contest.

Nelle Marche un piatto tipico delle feste sono i cappelletti in brodo, il ripieno si prepara con la carne di maiale, la cannella, la scorza di limone, le uova e la noce moscata. I cappelletti sono discendenti degli anolini dei banchetti rinascimentali e la tradizione dice che si preparassero in due giorni: uno per il ripieno e uno per la stesura della pasta e la chiusura, per questo passaggio ogni membro della famiglia aveva il proprio compito e questo diventava un momento di condivisione prima del giorno di Natale quando i cappelletti sono serviti. Possono essere accompagnati da brodo di cappone o tacchino, oppure asciutti con una spolverata di tartufo. Chissà qual è il compito di Iacopo nella preparazione dei cappelletti… 

Arriviamo in Abruzzo dove Gregory ci accoglie con due specialità: la prima sono i caggionetti, in alcune parti dell’Abruzzo si chiamano “ceci ripieni” (cic’ rechin’ in dialetto), un piatto tipico della zona di Teramo che si prepara nel periodo natalizio. Sono dei dolci fritti fatti con mandorle, cioccolato, cannella, mosto cotto e purè di castagne. Tipico del paese di Scanno c’è il Pan dell’orso, un dolce morbido simile ad un panettone, l’impasto è a base di mandorle e cioccolato, viene consigliato di abbinarlo ad una cioccolata o ad un tè caldo: il dolce perfetto per le serate invernali.

Scendendo verso la Campania troviamo moltissimi piatti tipici di zone diverse: per la zona di Napoli Irene ci propone l’insalata di rinforzo, un piatto a base di cavolfiore, olive, capperi, peperoni, cetrioli e acciughe, che viene preparata per il cenone della vigilia. La particolarità di questa pietanza però è che da tradizione questa venga “rinforzata” attraverso ulteriori aggiunte fino alla vigilia di capodanno, senza mai rifarla. Spostandosi nel Cilento troviamo le pasticcelle di castagne o pastorelle, si tratta di una sfoglia ripiena di castagne e cioccolato e poi fritta, esiste anche una variante con le mandorle. Vittoria mi racconta che per lei il primo pensiero legato a Natale è la sua nonna che chiede di preparare le pasticcelle per poi distribuirle a tutti i parenti. 

Siamo in Puglia, più precisamente nella perla dell’Adriatico: Polignano a Mare. “Am a ffè i cartellète, a vrancolle, i cecerìlle. Beh mannagge al u cecciarille, ‘nguni couse g’am a fè…”Giuseppe mi mostra questo pezzo di una poesia in dialetto polignanese che parla di alcuni dolci del periodo natalizio tipici di questa zona, le più famose sono le cartellate, l’impasto fatto di farina, vino bianco e olio d’oliva viene fritto e le cartellate vengono immerse nel vin cotto. Dalla stessa massa delle cartellate si possono preparare altri dolci come i cecerìlle, chiamati così perché ricordano la forma dei ceci. 

Chiudiamo in bellezza lasciando la penisola e arrivando in Sicilia dove nel periodo delle feste la nostra Cinzia prepara  i buccellati, una profumata pasta frolla farcita con  prodotti caratteristici della Sicilia tra cui mandorle, fichi secchi e cioccolato. C’è chi inizia la preparazione in estate, raccogliendo i fichi freschi e lasciandoli seccare sotto il sole. Questi dolci si mangiano dalla ‘nottata della Madonna’ (8 dicembre) fino al 6 gennaio, la preparazione è molto laboriosa quindi solitamente si divide il lavoro in un paio di giorni, ma i buccellati hanno la caratteristica di conservarsi molto a lungo quindi si è soliti preparare una scorta per tutto il periodo natalizio.

Spero che questa carrellata di tradizioni abbia stuzzicato la vostra curiosità ed il vostro appetito e che anche in questo periodo particolare riusciate a  trascorrere le feste con i vostri cari e del buon cibo preparato in casa, con le vecchie tradizioni o creandone di nuove.

 

Il team di Dixxit vi augura un sereno Natale ed un felice anno nuovo.

 

Di Noemi Bressan

 

fonti e ulteriori letture:

Un pensiero su “Il Natale e la cucina: le dolci tradizioni italiane

  1. Ragazzi siete bravi ed avete la mente aperta e libera e non é facile trovare in giro la vostra intelligenza e la vostra freschezza. Sono felice di essere la vostra nonna Lucia

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