I fatti di Minneapolis e la storia ferma a 30 anni fa: Rodney King e le rivolte di Los Angeles.

I fatti di Minneapolis e la storia ferma a 30 anni fa: Rodney King e le rivolte di Los Angeles.
Un gruppo di persone vengono arrestate per saccheggio, il 39 aprile. (AP Photo/Nick Ut)

I soprusi che sono costati la morte a George Floyd erano già raccontati circa 28 anni fa nelle rime degli N.W.A. Se il testo fu profetico per i fatti accaduti a Rodney King, evidenzia come la tensione razziali sia un problema più che attuale negli Stati Uniti.

È il 1988, in un’America che ancora combatte con i problemi legati all’odio razziale, fanno il loro ingresso sulla scena musicale gli N.W.A., acronimo che sta per Niggaz Wit Attitudes. Il loro primo album, che sarebbe poi diventato un successo planetario influenzando la scena dell’hip hop e in particolare la variante del gangsta rap, si intitola Straight Outta Compton. Il quintetto, capitanato da Eazy-E e supportato da artisti del calibro di Dr. Dre ed Ice Cube, ottiene un successo eclatante. Supportati dalle basi composte da DJ Yella e dalla terza voce di MC Ren, gli N.W.A. portano sulla scena mainstream problematiche sociali legate alla dura vita nel ghetto, alle difficoltà delle persone di colore di emergere e tematiche riguardanti lo spaccio di droghe ed altri temi duri, come la misoginia, che sono poi i tratti distintivi della vita da gangster.

I loro testi avevano un frequente riferimento alla violenza, al sesso e prendevano spesso di mira organizzazioni di stampo istituzionale e i corpi dello Stato, come la polizia di Los Angeles. Questo gli fece guadagnare una pessima reputazione presso il governo degli Stati Uniti e l’FBI. Al di là delle controversie, i loro testi erano però anche una pesante denuncia sociale. Il culmine in questo senso lo si raggiunge con la canzone Fuck tha Police che, nonostante non fosse un singolo del loro primo album, è stata inserita nella classifica delle migliori canzoni rap di sempre; oltre che provocare alla band la stretta sorveglianza dell’FBI, ça va sans dire.

Il brano è un manifesto di protesta che critica i modi bruschi con cui la polizia californiana tratta i sospettati. Il ritornello dice, letteralmente, “vaffanculo la polizia”. La canzone si rivelò profetica per quanto accadde solo tre anni più tardi in una, apparentemente, tranquilla serata di fine autunno.

Il 3 marzo del 1991, Rodney King, un tassista afroamericano, venne segnalato per eccesso di velocità. All’alt della polizia, invece di fermarsi, proseguì per paura di perdere la propria licenza. Dopo un rocambolesco inseguimento lungo 13 chilometri, King decise di consegnarsi, guardando con un sorriso l’elicottero che sorvolava sopra la sua testa e preposto al suo inseguimento. Tuttavia, la reazione degli agenti fu durissima. Pestato e malmenato con calci e manganellate, le scene dell’aggressione furono riprese dal videoamatore George Holliday dal balcone di casa.  Nel giro di poche ore il video fu trasmesso dalle principali tv americane e mondiali, facendo tornare alla ribalta il problema del razzismo negli Stati Uniti d’America. L’episodio innescò violente proteste, che si acuirono nel 1992 con quella che venne definita “La rivolta di Los Angeles”.

I fatti partono il 29 aprile del 1992. Alle 15:15 veniva letto il verdetto di assoluzione per i quattro agenti colpevoli del pestaggio di Rodney King e fuori dal tribunale, dove intanto si erano radunate circa 300 persone, iniziarono i primi tumulti. Per sei giorni la zona sud di Los Angeles fece da scenario ad una serie di sommosse, che videro l’intervento della guardia nazionale e dei marines.

I disordini si conclusero con un pesante bilancio di 63 vittime, oltre 2mila feriti e circa 1 miliardo di dollari di danni. Al termine delle violenze, la zona di South Los Angeles ne uscì ancor più impoverita a causa di situazioni di disagio sociale, che avevano già portato ad ampi scontri a sfondo razziale con i “Fatti di Watts” del 1965 e che provocarono una sommossa che causò 34 morti ed oltre mille feriti.

 

Il caso di Rodney King e le successive rivolte sono state anche citate dal rapper 2Pac Shakur nella canzone Keep Ya Head Up. Le sommosse di quei giorni sono presenti nel famoso videogioco GTA San Andreas dove, nei momenti finali della main quest, vengono ripresi gli eventi della rivolta del 1992. Più recentemente, nel film dedicato agli N.W.A., Straight Outta Compton, uscito al cinema in Italia nel 2015, vengono mostrate le riprese del pestaggio ai danni del tassista afroamericano.

I fatti di Los Angeles tornano tristemente attuali pensando a quanto accaduto lo scorso maggio a George Floyd. Ancora una volta un pestaggio ai danni di un uomo di colore. Ancora una volta il fatto emerge solo grazie ad un video amatoriale. Ancora una volta, a distanza di quasi 30 anni, la polizia americana è vittima della sua malsana gestione nei confronti delle minoranze etniche. Anche questa volta le istituzioni statunitensi dimostrano di non aver imparato nulla dalla storia.

Finché non ci sarà una seria presa di coscienza da parte degli enti governativi americani del problema legato all’odio razziale, possiamo solo aspettarci nuovi episodi di questo tipo. Non una, non dieci, ma oltre cento rivolte della popolazione “colored”. Chi semina vento raccoglie tempesta, ora e sempre.

Di Claudio Petrozzelli.

 

Fonti e ulteriori approfondimenti:

  • Immagine 1: https://www.nbcnews.com/news/us-news/rodney-king-beating-25-years-ago-opened-era-viral-cop-n531091
  • Immagine 2: https://www.rockhall.com/nwa
  • Immagine 3: https://www.ilpost.it/2020/06/03/rivolte-los-angeles-1992-george-floyd/
  • Immagine 4: https://www.ilpost.it/2012/04/29/la-rivolta-di-los-angeles-20-anni-fa/a-california-highway-patrolman-directs-r/
  • Video di approfondimento: https://www.youtube.com/watch?v=1zLA2gzQQ0g&t=54s

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.