Esperienze di viaggio in contesti culturali diversi: dal limite all’arricchimento personale.

Esperienze di viaggio in contesti culturali diversi: dal limite all’arricchimento personale.

L’impatto comunicativo in ambienti culturali diversi in alcune circostanze può essere inizialmente limitativo. Ma vivere le nuove esperienze culturali ti rende partecipe al punto di identificare ed apprezzare una nuova realtà a cui ti apri volutamente.

Chi di noi, nell’arco della propria vita, non ha mai pensato di lasciarsi alle spalle tutto ciò che lo tiene legato alla sua terra d’origine e partire lontano, magari dall’altra parte del mondo, per iniziare e reinventarsi la propria vita da capo? Stravolgere tutto, ripartire da zero e mettersi in discussione, uscendo fuori dalla propria ‘comfort zone’, scoprire e meravigliarsi di nuovi mondi, nuovi modi di vivere e vedere la vita e accettarli?

Viaggiare da sempre è stata una delle ricchezze più grandi che ognuno di noi ha tra le proprie opportunità. C’è chi lo fa per necessità di lavoro, chi invece per pura scelta personale. Nelle varie situazioni, comunque, viaggiare aiuta a conoscere ciò che è fuori di noi e soprattutto a conoscere attraverso gli altri noi stessi.

Secondo l’Istituto nazionale di statistica (ISTAT), ogni anno in Italia sono 71 milioni e 883 mila i viaggi, di cui 76, 3 % in località italiana e 23,8 all’estero. Nel 2018 ci sono stati 1.401 miliardi di arrivi di turisti internazionali in tutto il mondo, con una crescita del 5,4% rispetto al 2017. E di anno in anno la percentuale aumenta sempre di più. Dati quindi abbastanza alti a dimostrazione di quanto sia elevato l’indice di gradimento dei viaggi. Ma viaggiare ti mette sempre in condizioni di vivere in modo piacevole e serena la scelta, così come sarebbe auspicabile?

Viaggiando si apre di fronte a te uno scenario nuovo, apparentemente di meraviglia e di incanto. Un mondo totalmente estraneo è di fronte a te e non puoi fare a meno di rimanerne affascinato. Lo ammiri, lo esplori, intraprendendo così un percorso di scoperta dell’altro. Ma spinti da cosa? Perché l’essere umano tende alla scoperta dell’altro? Si è spinti dalla curiosità di conoscere e confrontarsi con un mondo estraneo, una curiosità che non ti abbandona ma costituisce anzi in assoluto il motivo costante del tuo obiettivo. In tutto ciò riesci a comprendere se quanto finora è stato nel tuo immaginario può effettivamente avere un riscontro concreto nella realtà. Ogni medaglia, però, ha il suo rovescio. Si apre di fronte a te un nuovo scenario.

Ecco, infatti, che da subito percepisci che sei davanti a delle nuove culture, religioni, modi di pensare e vedere la vita. Nuove realtà che si discostano totalmente dai tuoi ideali, che lasciano inizialmente perplessi, al punto da indurre a limitare il proprio impatto comunicativo, e incutono una forte paura che limita la possibilità di lasciarsi andare e coinvolgere.

Nasce allora forte il tentativo di fare un passo indietro. Ma la voglia di integrazione è tale da superare ogni perplessità. Allora ci si arma di tanto ottimismo e si cerca di comprendere il più possibile, disposti ad aprirsi al nuovo. Certo, non è facile.

Gli ostacoli intralciano il tuo cammino, ma ti rialzi e riprovi ancora ad andare avanti spinto dal   desiderio di vedere oltre.

Finalmente sei vicino al traguardo, il tuo orizzonte culturale vede al di là ed è pronto ad aprirsi e accogliere la nuova realtà ed incominci a percepirne un minimo senso di appartenenza. È allora il momento di lasciarsi andare. Provi a integrarti in quel mondo che ti spaventava, ma lasciando da parte la forte paura iniziale e procedendo ormai con una certa familiarità, superando così la fase limitativa e in un certo senso emarginante precedentemente vissuta.

È a questo punto che sembra arrivare un “allontanamento” dal tuo precedente mondo, ma in realtà non vivi affatto un distacco totale da esso, piuttosto lo arricchisci integrandolo di nuove culture. È vero, non si può negare che inizialmente si percepisca il nuovo con perplessità e in maniera a sé stante, perché, come si sa, ciò che non comprendiamo in un primo momento spesso spaventa. Ma in uno step successivo, superata una prima fase di ambientazione, quando si procede a scavare a fondo, a scoprire, a studiare, a comprendere ed accettare anche le più piccole cose e, ancor di più, a farle proprie ed è a questo punto che il viaggio crea ricchezza.

Così, nel momento del ritorno, ti trovi cambiato rispetto a quando sei partito. Torni con un bagaglio pieno di una cultura diversa, sicuramente più ricco, con gli occhi pieni di stupore e consapevolezza; quella meravigliosa consapevolezza di chi ha osato e saputo andar oltre, riconoscendo anche i propri limiti e le proprie capacità.

 

di Giulia Scuderi

 

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