E tu? Da chi li ricevi i regali?

E tu? Da chi li ricevi i regali?

Babbo Natale, “Father Christmas”, il Bambino Gesù, e molti altri personaggi entrano ogni anno nelle nostre case e ci consegnano i doni il 25 dicembre, ma se a qualcuno toccasse aspettare fino al 6 gennaio per ricevere una visita dai Re Magi?

Nonostante il periodo natalizio possa non essere il preferito di tutti, rimane comunque un’occasione speciale per molti grazie alla magia che avvolge il momento in cui si ricevono i regali. Soprattutto quando si è bambini si rimane affascinati dal miracolo che avviene una notte l’anno, in cui un essere magico, che assume sembianze diverse in ogni tradizione, viene a depositare i regali più desiderati da ciascuno, e in cambio prende solo qualche biscotto.

Forse è proprio per conservare il sentimento di gioia provata in quei momenti che si continuano a tramandare le tradizioni, che includono una figura con poteri straordinari che riesce a compiere il giro del mondo in una notte, visitando ogni singola casa. La parte più interessante di questi miti è la loro origine comune, ricollegabile ai tempi dell’Antica Roma, in cui intorno al Solstizio d’Inverno (21 dicembre) si festeggiavano le cosiddette Saturnali: delle feste dedicate al dio dell’agricoltura Saturno dove le persone erano solite scambiarsi statuette di legno e rami di alloro.

Attualmente esistono innumerevoli tradizioni nelle diverse culture che riguardano la consegna dei regali e sono in continua evoluzione. Basti pensare al mito di Babbo Natale, che si è originato nei secoli dalla fusione del culto di San Nicola (6 dicembre), tipico dei paesi nordici, e quello di Father Christmas (25 dicembre), tipico del Regno Unito.

Inoltre, in molte zone del mondo, dopo l’espansione del cristianesimo, si è formata la credenza che fosse direttamente il Bambino Gesù, con la sua nascita, a portare doni a tutti. Questo mito si sviluppò in alcuni paesi europei, come l’Italia e il Portogallo, riuscendo addirittura a raggiungere le colonie di quest’ultimo in America Latina, dove ancora oggi si conserva la tradizione.

Un fenomeno invece sconosciuto a molti risiede nella tradizione spagnola. Infatti, ogni anno i bambini non ricevono i regali il 25 dicembre, come da consuetudine, ma devono aspettare fino al 6 gennaio, ovvero il giorno dell’arrivo dei Re Magi presso la capanna del Bimbo Gesù. La tradizione riporta che i Re Magi abbiano ricevuto l’importante incarico, da parte della Sacra Famiglia, di portare ogni anno dei doni ai bambini, come hanno fatto per Gesù, allo scopo di trasmettere gioia e ricordare l’importanza della condivisione.

Così, ogni anno la notte del 5 gennaio, i bambini, insieme ai loro genitori, preparano sul tavolo dolci e liquori di vari tipi per accogliere i Re Magi durante la loro visita e ringraziarli per i doni che portano. Non è strano, però, vedere come alcune famiglie si preoccupino anche dei loro cammelli, lasciando spesso una bacinella d’acqua e dei mandarini per terra, in modo che anche loro possano rimettersi per il lungo viaggio. Inoltre, nelle famiglie cattoliche si usa leggere la stessa sera anche il Vangelo di Matteo, che racconta nel dettaglio la storia del viaggio di questi affascinanti Magi che una notte, nel lontano Oriente, videro una stella insolitamente luminosa nel cielo e decisero di mettersi in viaggio e di seguirla fino ad arrivare alla capanna dove la Sacra Famiglia si trovava.

Alcune caratteristiche di questi Magi sono frutto di deduzioni tratte dalla lettura del Vangelo e non possono essere confutate, ma sono ormai storie così presenti e diffuse da essere considerate postulati.

La prima riguarda il termine “Magi”, che anticamente non era usato per descrivere le qualità soprannaturali di un individuo, bensì per rappresentare le persone sagge e gli studiosi delle scienze, soprattutto esperti di astronomia e astrologia. Questo fatto spiega perché siano riusciti a notare la stella e ad esserne così affascinati da volerne conoscere l’origine.

In secondo luogo, è importante ricordare che nella lettura del Vangelo non vengono citati né il numero dei Re Magi, né i loro nomi. Infatti, il numero tre deriva dalla quantità di doni che presentano al Bambino Gesù e le origini dei loro nomi sono tutte riconducibili a punti chiave della lettura. Di fatto, il nome Melchiorre, nella sua etimologia ebraica, significa “Il re della luce”, come la luce della stella che guidò i tre Re Magi fino alla capanna a Betlemme. Il nome Gasparre, d’altra parte, deriva dal persiano, e vuol dire “amministratore del tesoro”, che potrebbe essere costituito dai preziosi doni trasportati; infine, il nome Baldassarre sembra derivare dagli Assiri, con il significato di “Dio protegge il Re”, come Gesù, soprannominato appunto “Re dei Giudei”, viene protetto da Dio attraverso un angelo, che in un sogno persuade i re Magi a non tornare dall’invidioso Re Erode che avrebbe ucciso il bambino.

Un altro interessante dettaglio riguarda la parola “Re”, poiché effettivamente nelle scritture vengono bensì definiti come “saggi e conoscitori delle Sacre Scritture”. Molte teorie sostengono che i tre magi fossero in qualche modo figure religiose dei loro tempi, ma dal Salmo 72,10 sembra trasparire un riferimento che confermerebbe il loro titolo reale: “I re della terra si prostreranno e gli offriranno i loro doni”.

Questa tradizione, che per molti aspetti sembra quasi veritiera e affascinante, è però solo una delle tante che continuano ogni anno a portare un po’ del fascino di quel mondo misterioso che è costituito dalle favole e dai miti dentro la nostra quotidianità, lasciandoci speranzosi e gioiosi.

di Mara Vos Carrero.

 

Fonti e ulteriori approfondimenti:

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