Cosa significa la sigla LGBTQIA+

Cosa significa la sigla LGBTQIA+

In questo breve articolo proverò a spiegare per cosa stanno le lettere della community LGBTQIA+.

Sicuramente la società odierna ha fatto dei passi avanti (nella teoria) per rendere la società più inclusiva, più equa, meno categorica e più ‘open-minded’. Purtroppo, ancora di strada da fare ce n’è tanta. Sta a tutti noi, nel meglio delle nostre possibilità, attraverso l’informazione e la condivisione, aiutare a creare una società dove nessun individuo deve subire discriminazione, dove nessuna bambina e nessun bambino deve aver paura di ascoltarsi ed esprimersi e dove nessuna persona deve giustificarsi per quello che è e che prova. Penso che tutto il processo parta, come sempre d’altronde, da una corretta informazione.

Partiamo dalla distinzione tra identità di genere e orientamento sessuale.

Per quanto ci siano ancora dibattiti sulla teoria gender, per aiutarmi a spiegare l’identità sessuale mi baserò sull’accezione positiva.

Identità di genere. Quando nasciamo presentiamo delle caratteristiche fisiche e anatomiche, come gli organi riproduttivi,  maschili o femminili. Se un individuo si sente appartenere al genere assegnatogli alla nascita, si parlerà di persona cisgender: cioè persone nate con le caratteristiche anatomiche femminili che si identificano come donne. Se, invece, l’individuo non si sente del suo sesso biologico si tratterà di transgender o transessuale. Sulla differenza tra transessuale e transgender ho fatto una ricerca, ma sono diverse e numerose le teorie; dunque, essendo una persona cisgender, non me la sento di prendere posizioni.

Secondo me, però, una precisazione da fare c’è: non serve che la persona abbia concluso o neanche iniziato il processo di transizione (che può essere la cura ormonale, intervento chirurgico, cambio nome, etc.), semplicemente basta che si identifichi come transgender o come transessuale per considerarla tale. Ultimo accenno in tema di orientamento sessuale sul gender va al termine ombrello non binario (nonbinary o genderqueer). Le persone nonbinary possono identificarsi come appartenenti ad entrambi i sessi (quindi sia uomo che donna); non identificarsi in nessuno dei due (si tratterà di persone agender o genderfree) oppure avere una identità fluida non classificabile né come bigender né come agender e quindi si tratterà di persone genderfluid (fluide).

Orientamento sessuale. Una volta capito cosa sia l’identità di genere, sembra chiaro distinguerlo dall’orientamento sessuale. L’orientamento sessuale è l’attrazione mentale, affettiva, emozionale e sessuale che un individuo prova nei confronti degli altri. Vediamo meglio, quindi, per cosa sta la sigla LGBTQIA+.

Lesbica: individuo che si identifica come donna che prova attrazione verso un’altra donna. 

Gay: individuo che si identifica come uomo che prova attrazione verso un altro uomo.

Bisessuale: individuo che prova attrazione verso sia una donna che un uomo.

Transessuale/Transgender: come accennato nel primo paragrafo, si tratta non di un orientamento sessuale ma di un’identità di genere, cioè una persona non appartenente al genere assegnatogli alla nascita. 

Queer: termine ombrello che sta per indicare tutte quelle persone che non si identificano come cis e/o eterosessuali ma neanche con un altro termine. In inglese queer significa(va?) ‘diverso’, ‘insolito’. Secondo altre interpretazioni la Q starebbe per questioning, cioè una persona ancora in fase di esplorazione della propria identità e/o del proprio orientamento. 

Intersex: è un termine generale utilizzato per le persone che presentano caratteristiche anatomiche di entrambi i sessi (uomo e donna), quindi ad esempio le persone nate con entrambi gli organi riproduttivi. Tuttavia, la manifestazione dell’anatomia intersex può avvenire anche dopo la nascita, come ad esempio durante la pubertà. 

Asessuale/Ally: sull’A ci sono diverse interpretazioni. Asessuale è una persona cis o trans che non prova attrazione verso nessuno di nessun genere. Per quanto non provi attrazione sessuale può, ovviamente, provare attrazione affettiva. Ally (alleato), si riferisce a tutte le persone che pur non identificandosi in nessuno nei termini della community si ritengono degli alleati della stessa community.

Pansessuale: è una persona che prova attrazione verso un individuo senza curare quale sia il suo sesso, genere o orientamento.

Coming out: è il termine che si usa per il processo di comunicazione a famiglia, amici (comunque al mondo esterno) il proprio orientamento e/o la propria identità di genere. Deriva dall’inglese, coming out of the closet, cioè letteralmente uscire fuori dall’armadio. 

Naturalmente, ogni termine meriterebbe analisi più lunghe ed approfondite. Ho letto tanto, fatto tante ricerche e di argomenti da toccare ce ne sarebbero davvero tanti. Tuttavia, la mia intenzione in questo articolo era di essere il più concisa possibile per dare le dirette spiegazioni dei termini utilizzati dalla community. Se avessi sbagliato, o non avessi approfondito abbastanza, chiedo scusa e chiedo la cortesia di commentare sui social o comunque di farmi sapere. 

Prima di chiudere, un’ultima cosa. Nelle scorse settimane c’è stato il Pride ad Istanbul, dove ancora una volta la polizia si è dimostrata aggressiva verso i manifestanti, finendo per arrestare minimo 25 persone e aggredendo i civili. Un pensiero va a tutte quelle persone che non hanno paura, alle persone coraggiose che non si fermano davanti a niente per lottare per ciò che credono giusto. 

Con l’augurio di creare una società migliore, e di non dover lottare ma poter celebrare, buon fine Pride month.

 

di Olimpia Ballardin.

 

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