Cercare lavoro è un lavoro (prima parte)

Cercare lavoro è un lavoro (prima parte)

Un breve manuale rivolto a tutti i job seekers 

L’emergenza sanitaria ha notevolmente cambiato il nostro modo di interagire con gli altri e di vivere la quotidianità. Il mondo del lavoro, come tanti altri settori, sta affrontando un momento storico alquanto difficile e a pagarne il prezzo più alto sono le aziende e i liberi professionisti. Si sta assistendo ad una vera e propria rivoluzione delle logiche imprenditoriali. Infatti, a seguito delle norme anti-covid, molte organizzazioni sono ricorse a nuovi modelli di business, adottando strategie e tecnologie alternative sia per rispettare le normative e tutelare i propri dipendenti, sia per rispondere tempestivamente alle esigenze del mercato del lavoro. 

In diversi casi, non sono riuscite a sopravvivere a causa del calo di fatturato e sono state costrette a chiudere battenti o a licenziare personale. La pandemia ha avuto gravi ripercussioni a livello occupazionale. Questa crisi ha provocato un innalzamento dei tassi di disoccupazione come indicato dai dati allarmanti enunciati dall’Organizzazione Internazionale del lavoro (OIL) annunciando che le stime di povertà sono in forte aumento.

In questo scenario, ci sono delle categorie di lavoratori che sono state maggiormente colpite: i lavoratori precari, che non godono di tutela a livello contrattuale, gli stagisti e tutti coloro che operano nei settori maggiormente colpiti, come ad esempio il settore turistico e artistico. Si sono ritrovati a vivere o a dover mantenere una famiglia senza stipendio. 

Tutte queste vicende hanno generato sfiducia e incertezza nella popolazione sia per il presente che, soprattutto, per il futuro. È difficile di questi tempi svegliarsi la mattina e affrontare la vita con uno stile “be positive”. Pensandoci bene, anche questo termine ormai ha assunto un’accezione negativa nell’immaginario quotidiano e, quindi, sarebbe più opportuno usare un’espressione alternativa: “be optimist”.  

Il mondo intanto, nonostante le avversità del momento, non si ferma. Per fronteggiare la pandemia ed evitare la diffusione dei contagi si stanno escogitando e adottando strumenti alternativi, affinché si possa continuare a vivere la quotidianità in sicurezza. La digitalizzazione rappresenta una tra queste strategie in grado di offrire un concreto contributo, in particolare nel settore sanitario e in quello lavorativo. Le imprese che hanno potuto, sono ricorse allo smart-working. Il lavoro da remoto permette di ridurre la presenza dei propri dipendenti negli uffici e di preservare la loro salute. Le piattaforme digitali sono state e, sono tutt’ora, davvero utili per la gestione quotidiana delle attività lavorative. In particolar modo si stanno rivelando fondamentali nel settore delle risorse umane per condurre i processi di selezione. 

Quali sono, quindi, i cambiamenti che stanno coinvolgendo il mondo del recruitment?

I processi di selezione stanno vivendo una nuova era, tutta digitale. I recruiters che fino ad un anno fa sostenevano le interviews in sede, face to face, oggi, per fronteggiare l’emergenza, conducono i colloqui virtualmente. Già negli anni passati alcune company avevano sperimentato l’utilizzo del digitale, soprattutto per colmare la distanza candidato-sede di lavoro. Se quindi, la scelta di innovarsi in Italia stava avvenendo gradualmente, la pandemia ha forzato “il sistema” e accelerato tale processo. 

Il famoso colloquio live viene preceduto da una prima “phone interview” più strutturata e alla realizzazione di video interviste registrate per approfondire la conoscenza con il candidato. L’intervista telefonica, senza dubbio, rappresenta il mezzo più efficace per poter avere un primo contatto con i job seekers ed è utile al selezionatore per farsi un’idea generale sul candidato.

Infatti, attraverso una breve telefonata è possibile valutare i punti salienti del suo percorso accademico e professionale, in modo da ottenere maggiori informazioni sulla base delle competenze richieste, in modo da poter valutare se la risorsa è in linea con la ricerca. Quando il candidato viene valutato positivamente, avanza allo step di selezione successivo. 

Inoltre, in questa analisi, bisogna considerare che i selezionatori, per ogni job position pubblicata, ricevono una grande mole di candidature dato il forte aumento delle persone in cerca di lavoro. Per questa ragione, il team HR di ogni organizzazione sta adottando strategie digitali per ottimizzare la ricezione delle candidature e velocizzare i processi.

Vediamo nel dettaglio come funzionano. Il candidato attraverso il portale dell’azienda o tramite piattaforme esterne risponde all’inserzione, inserendo i propri dati e caricando il proprio curriculum. Successivamente il sistema “matcha” i parametri stabiliti per la ricerca della job vacancy con quelli posseduti dal candidato per valutare il profilo. In caso di esito positivo, spesso il sistema invia automaticamente una mail di invito a proseguire l’iter di selezione o compare direttamente sul sito una comunicazione in cui si chiede di partecipare ad una breve video-intervista. Uno tra questi comunemente utilizzato è Easyrecrue.

Il candidato ha un tempo prestabilito da rispettare, sia per rispondere alle domande che gli vengono poste (tendenzialmente uno, massimo due minuti, per ogni quesito) sia per registrare l’intervista (il servizio è attivo per un paio di giorni dopo di che non è più possibile accedere). Questa metodologia è molto utile per avere un primo impatto visivo della risorsa. Ciò permette, inoltre, al selezionatore di approfondire la conoscenza e di poter valutare le sue soft skills o eventuali motivazioni che l’hanno indotto a candidarsi. Tendenzialmente i quesiti sono tre o quattro e la registrazione non dura più di cinque minuti.

In altri casi, i candidati sono chiamati a compilare una serie di questionari (ad esempio quelli di personalità) o a rispondere a domande o quiz. I video vengono esaminati dal selezionatore, che in questo modo non avrà più solo a disposizione il curriculum e i dati del candidato, ma una registrazione in grado di poter far emergere una serie di capacità, come ad esempio quella comunicativa. Sulla base delle risposte fornite, il recruiter valuterà il candidato.  

Questo metodo permette non solo di velocizzare il processo di reclutamento e di ridurne i costi, ma anche di valutare attentamente i profili già nella fase iniziale di screening. Ad esempio, in alcuni casi una risorsa che viene esaminata solamente sulla base del suo curriculum, talvolta non redatto bene e che non contiene una serie di informazioni importanti ai fini della selezione, rischia di essere scartata, senza avere la possibilità di far emergere il proprio potenziale. Con la video-intervista, invece, si approfondiscono tanti temi. 

Inoltre, è bene tenere a mente che trovare lavoro richiede tempo ed è necessario conoscere i portali verso i quali indirizzare la propria ricerca. Ecco alcuni consigli utili per ricercare lavoro. 

Per rendere il proprio curriculum un ottimo biglietto da visita, di gran lunga più innovativo e originale rispetto un classico resume redatto in formato Europass, è possibile inserire un link all’interno che rimanda alla registrazione di un breve video di presentazione. È davvero uno strumento alternativo per presentarsi e farsi conoscere dai recruiter. Può davvero fare la differenza, in quanto, se non espressamente richiesto, è sinonimo di propositività e creatività. Due caratteristiche da non sottovalutare.  

Inoltre, se il proprio curriculum non è stato aggiornato, ci sono nuove informazioni personali importanti da aggiungere e ha un template ormai in disuso, è sempre bene modificarlo prima di candidarsi. Difatti, è indispensabile per l’addetto HR disporre di tutte le informazioni per valutare il profilo. 

Quando il candidato risulta idoneo per una specifica posizione, il selezionatore, non potendo convocare la risorsa come un tempo in sede, la contatta per fissare un video colloquio online attraverso una piattaforma digitale. Tra le più utilizzate in assoluto dalle aziende, soprattutto con l’emergenza epidemiologica, ritroviamo: Zoom, Microsoft Teams, Go to Meeting, Google Hangouts, Google Meet, Skype, Whereby e Livestorm.

Tutti coloro che non avevano mai avuto grande praticità nell’utilizzo di questi strumenti digitali, hanno dovuto, per necessità, imparare ad utilizzarli. Come dice un vecchio detto “necessità fa virtù”.

Intanto, diverse organizzazioni a caccia di talenti hanno deciso di investire in nuove strategie di attraction, pianificando diversi eventi di employer branding. Gli appuntamenti cambiano format e diventano momenti esclusivamente di interazione virtuale tra i partecipanti e gli HR aziendali che siano assessment o colloqui conoscitivi. I Job meeting, per coloro che sono alla ricerca di un nuovo lavoro, rappresentano un’ottima opportunità.

In particolare, per tutti quei giovani talenti, laureandi o neolaureati che hanno voglia di mettersi in gioco e di farsi notare dalle organizzazioni, specialmente se in cerca di una prima occupazione. Sono proprio questi giovani che si affacciano ora al mondo del lavoro a dover adottare, in questo momento così difficile, un approccio maggiormente resiliente per fronteggiare la crisi occupazionale e che devono con tenacia affrontare i profondi mutamenti che stanno avvenendo. 

Per tanti studenti è stata dura, e lo è tutt’ora, seguire le lezioni online o laurearsi in modalità telematica e, una volta completati gli studi, orientarsi nel mondo del lavoro. Tali carrer days permettono loro non solo di farsi conoscere dalle imprese partecipanti ma anche di acquisire maggiori informazioni in merito alle company e alle opportunità di carriera. Rappresentano, inoltre, interessanti momenti di interazione e confronto tra candidato e selezionatore.

Come abbiamo detto in precedenza, recruiters e candidati si sono ritrovati catapultati in un nuovo processo di recruitment, dove l’utilizzo della tecnologia e dei social è fondamentale sia per attrarre risorse sia per ricercare lavoro. LinkedIn è considerato il “must have” per eccellenza per poter creare una propria identità professionale virtuale e per ricercare lavoro.

Il social permette di iscriversi gratuitamente e di entrare in contatto con una rete di persone, professionisti, aziende. È davvero molto utile per confrontarsi su svariati temi relativi al mondo del lavoro e per ricercare le opportunità più in linea con il proprio profilo. Questo è possibile attraverso i suggerimenti che vengono forniti automaticamente agli utenti, in base alle informazioni inserite nel proprio profilo (ovvero relative al background accademico e professionale). 

Gli aspetti legati a LinkedIn e agli altri network per la ricerca di un lavoro sono numerosi ed estremamente variegati, che non sarà possibile trattare adesso. Dunque, vi rimando alla seconda e conclusiva parte di questo manuale per Job Seekers, che troverete la prossima settimana sul sito e i canali social di Dixxit!

 

di Federica Ruoti

 

Fonti ed ulteriori approfondimenti:

  • L’Organizzazione Internazionale del lavoro è l’Agenzia specializzata delle Nazioni Unite sui temi del lavoro e della politica sociale. Fondata nel 1919 come parte del Trattato di Versailles che pose fine alla Prima Guerra mondiale, l’OIL adotta norme internazionali del lavoro, promuove i principi fondamentali e i diritti sul lavoro, opportunità di lavoro dignitose, il rafforzamento della protezione sociale e il dialogo sociale sulle questioni inerenti al lavoro. Il perseguimento della giustizia sociale per assicurare la pace duratura e il lavoro dignitoso sono i principi sui quali si regge l’Organizzazione”.  Consultabile al seguente link: https://italiarappginevra.esteri.it/rappginevra/it/italia_e_onu/umanitario
  • https://www.ilo.org/wcmsp5/groups/public/—europe/—ro-geneva/—ilo-rome/documents/publication/wcms_767283.pdf

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