Breve storia dell’europeo di calcio (seconda parte)

Breve storia dell’europeo di calcio (seconda parte)

Seconda parte del ripasso degli avvenimenti e delle curiosità del torneo per Nazioni per eccellenza del Vecchio Mondo.

La fase a gironi di euro 2021 sta per concludersi. L’Italia di Roberto Mancini è già qualificata per gli ottavi di finali, concludendo il girone a punteggio pieno e con ottime prestazioni. In attesa del match di sabato contro l’Austria, anche noi continuiamo la nostra ricostruzione storica di questa affascinante competizione. Ripartiamo.

La Francia ebbe l’onore di organizzare nuovamente i Campionati Europei nel 1984 e finalmente arrivò anche il primo successo per i transalpini in una competizione ufficiale. Il successo fu raggiunto grazie a Michel Platini, capace di segnare ben 9 reti in sole 5 partite giocate, record che resiste tutt’oggi. L’Italia campione del Mondo in carica non si qualificò,  mentre la Germania Ovest, vicecampione mondiale, non superò la fase a gironi.

Questa volta, dopo i due gironi, erano previste semifinali e finale e non ci sarebbe più stata la finalina. In semifinale la Francia vinse contro il Portogallo dopo i tempi supplementari, rimontando negli ultimi sei minuti una partita che si era messa per 1-2 a favore dei lusitani. Grazie alle reti di Domergue e Platini il match si concluse con il risultato finale di 3-2, mentre la Spagna riuscì a passare solo ai calci di rigore contro un’ottima Danimarca. La finale fu apoteosi francese, con i gol di Platini e Bellone per il 2-0 finale francese e Le Roy ad alzare la Coppa nel cielo di Parigi.

Nel 1988 la competizione venne organizzata per la prima volta dalla Germania Ovest. I Paesi Bassi, dopo le cocenti delusioni di 14 e 10 anni prima in occasione delle sconfitte nelle finali dei Mondiali, poterono festeggiare il loro primo successo in campo internazionale. Una squadra sicuramente granitica ma che uscì sconfitta al debutto contro l’URSS. Tuttavia, gli olandesi ebbero la possibilità di prendersi la propria rivincita in finale, giocata proprio contro i sovietici.

L’Italia ben figurò fino alle semifinali, dove venne estromessa dalla stessa Unione Sovietica con un perentorio 2-0, mentre gli Olandesi vincevano allo scadere contro la Germania per 1-2. Coppa quindi nelle mani di capitan Ruud Gullit, autore della prima marcatura della partita. La seconda rete fu un capolavoro di Marco Van Basten, capace di un tiro al volo da posizione impossibile. Riconosciuto all’unanimità come uno dei gol più belli della storia di questo sport, la prodezza di Van Basten fissò il 2-0 finale e consegnò la coppa ai Paesi Bassi. I sovietici, invece, non avranno mai più la possibilità di giocare un Europeo di calcio vista l’imminente dissoluzione.

Dunque, l’URSS non partecipò all’edizione 1992 in Svezia, ma si presentò comunque come CSI (Comunità degli Stati Indipendenti), arrivando però ultima nel proprio girone con una sola rete segnata. L’Italia fece anche peggio, non qualificandosi per il torneo. Chi strappò il pass per la qualificazione fu la Jugoslavia, ma non poté usufruirne. Purtroppo, il Paese si trovava in una situazione geopolitica disastrosa, con la guerra civile alle porte.

Gli slavi furono estromessi per motivi bellici e fu ripescata la Danimarca, i cui calciatori si trovavano già in vacanza con le proprie famiglie.  La nazionale danese, vista come una cenerentola che doveva solo figurare per non mantenere un posto vacante, vinse il titolo in maniera sorprendente. Passando il proprio girone come secondi, i danesi batterono prima gli olandesi detentori del titolo in semifinale ai calci di rigore; in seguito, si imposero in finale anche sulla corazzata della Germania, finalmente riunita, con un perentorio 2-0, grazie alle reti di Jensen e Vilfort. 

Nel 1996 il torneo si allargò a 16 squadre, proponendo una formula classica con girone e fase ad eliminazione  diretta. “Football’s coming home”, recitava lo slogan della manifestazione, poiché l’Europeo si svolse interamente in Inghilterra, storica patria del gioco del calcio. Per la prima volta vennero introdotti i 3 punti per la vittoria nei gironi e ogni partita che superava il novantesimo sarebbe stata decisa al golden goal durante i supplementari.

L’Italia uscì mestamente ai gironi per differenza reti contro la Repubblica Ceca, la quale arrivò in finale, dove in molti scommettevano ci sarebbero stati proprio gli inglesi padroni di casa. Questi, invece, dovettero arrendersi ai calci di rigore contro la Germania in semifinale. In finale arrivò il terzo titolo tedesco, con la doppietta di Bierhoff a rimontare la rete del ceco Berger. Il secondo gol dell’attaccante dell’Udinese fu anche quello che sancì la fine della partita, dato che venne segnato nei tempi supplementari. Dunque, la fine del torneo venne decisa per la prima volta nella storia grazie al golden goal.

Proprio questa nuova regola condannerà la Nazionale Italiana nell’Europeo 2000, svolto congiuntamente in Belgio e Olanda. L’Italia fece vedere un ottimo calcio per tutta la competizione. Gli azzurri vinsero in modo rocambolesco la semifinale contro i padroni di casa olandesi, giocando quasi tutta la partita in dieci uomini, con il portiere Francesco Toldo che parò due rigori nei tempi regolamentari e due nella serie dei rigori dopo lo 0-0 al 120’. Sempre nella serie di rigori della stessa partita Francesco Totti ripropose il “Panenka” 24 anni dopo. Tutto ciò, però, non bastò.

La Francia, vincitrice già al golden goal grazie al rigore di Zidane contro il Portogallo nell’altra semifinale, si ripeté incredibilmente contro l’Italia. Gli Azzurri, che già si immaginavano con le mani sulla coppa, erano andati in vantaggio in finale con Delvecchio. I francesi, però, rimontarono prima con un gol di Wiltord al 93’, dopo che gli Azzurri avevano sbagliato clamorose occasioni davanti al portiere Barthez, e infine segneranno il definitivo 2-1 al golden goal grazie a David Trezeguet. La Francia raggiunse il secondo alloro nella competizione, mentre l’Italia, in seguito a un classico caso di suicidio calcistico, dovette aspettare sei anni per la rivincita contro i transalpini in finale di Coppa del Mondo del 2006.

L’organizzazione di Euro 2004 fu assegnata al Portogallo. I lusitani iniziarono subito con una sconfitta in casa contro la modesta Grecia, passando però il girone in virtù delle due successive vittorie. L’Italia dovette arrendersi ad un girone non irresistibile grazie al celeberrimo “biscotto”. Gli Azzurri, infatti, si trovarono a giocare la loro terza partita contro la Bulgaria con l’obbligo di vincere e la speranza che, grazie a un’incredibile combinazione matematica, la Svezia e la Danimarca non pareggiassero per almeno 2-2 l’altro match.

Antonio Cassano riuscì a portare alla vittoria la propria squadra con un gol oltre il novantesimo, ma il risultato delle compagini scandinave fu proprio quello che i tifosi italiani non avrebbero mai sperato. Nel frattempo la Grecia, che aveva superato il girone come seconda dietro ai padroni di casa, riuscì a vincere contro Francia e Repubblica Ceca sempre con il risultato di 1-0. La formazione ellenica aveva incredibilmente raggiunto la finale, che avrebbe giocato proprio contro il Portogallo, che aveva eliminato Inghilterra e Olanda. L’impredicibile miracolo greco si concretizzò il 4 luglio 2004, con gli ellenici che batterono ancora il Portogallo, questa volta per 1-0 grazie alla rete di Charisteas, e vinsero il loro primo e unico titolo.

Austria e Svizzera organizzarono congiuntamente l’Europeo del 2008. Da segnalare, in questa edizione, un restiling della coppa Delaunay. La coppa venne alleggerita dal piedistallo, in cui vi era inciso il nome della Nazionale vincente, e venne ingrandita, pesando due chili in più rispetto alla precedente. L’Italia fu sorteggiata in un raggruppamento ostico con Olanda, Romania e Francia, riuscendo a passare come seconda e relegando i transalpini all’eliminazione. Nei quarti di finale si trovarono contro la Spagna, una squadra profondamente rinnovata dal C.T.  Aragones.

Il risultato finale fu la sconfitta degli Azzurri ai calci di rigore, ma ciò che avvenne concretamente fu la nascita di una corazzata incredibile come quella iberica. Gli spagnoli superarono quindi la Russia in semifinale, ritrovandosi a giocare una finale di una competizione a 24 anni dall’ultima. L’altra finalista fu la Germania, che vinse quarti e semifinale con il risultato di 3-2 sia contro il Portogallo che con la Turchia. La finale fu il trionfo della Spagna, che superò i tedeschi per 1-0 con gol di Fernando Torres, portandosi a quota due coppe Delaunay. Sarebbe stato l’inizio di un’era di successi.

 

Infatti Euro 2012, giocato in Polonia e Ucraina, vide per la prima volta  nella storia una Nazionale capace di vincere per la seconda volta di fila il trofeo, senza dimenticare che nel 2010 la stessa si portò a casa anche il Campionato Mondiale. Le uniche difficoltà gli iberici, questa volta guidati da Del Bosque, le trovarono proprio nella prima partita del girone giocata contro l’Italia, in cui dovettero rimontare un gol di Di Natale per l’1-1 finale. Da lì in poi non subiranno più una rete, riuscendo a tornare di nuovo in finale, dopo i quarti vinti contro la Francia per 2-0 e la semifinale vinta ai rigori col Portogallo.

Gli Azzurri, passando il girone come secondi, giocarono un ottimo calcio e vinsero prima ai rigori con l’Inghilterra e poi per 2-1 contro la Germania, riuscendo a raggiungere la loro terza finale europea. Una finale che sarà un’umiliazione per l’Italia, che perse per 4-0 (un record nell’ultima partita della competizione) contro una Spagna davvero molto più organizzata, che raggiunse quindi la Germania in testa alla classifica dei titoli europei.

Euro 2016 fu il primo torneo in cui partecipavano 24 squadre, divise in sei gironi con possibilità di ripescaggio delle quattro migliori terze classificate e incontri dagli ottavi di finale. Le partite furono giocate per la terza volta in Francia e il torneo vide la fine dell’epopea spagnola, eliminata agli ottavi da un’Italia cinica e ostica. Gli Azzurri giocarono un ottimo torneo, ma uscirono ai quarti di finale: eliminati dalla Germania solo dopo i calci di rigore.

Nel mentre la Francia padrona di casa riusciva a raggiungere la finale vincendo contro Irlanda, una sorprendente Islanda e proprio Germania. Il Portogallo, invece, passato come migliore terza nel proprio girone dopo tre pareggi, eliminava Croazia, Polonia e un ottimo Galles. L’ultima partita vide ancora una volta la padrona di casa soccombere. Questa volta il Portogallo riuscì a vincere la sua prima competizione dopo la delusione del 2004 grazie a un gol di Eder dopo i tempi supplementari.

Il nostro percorso attraverso la storia degli europei si conclude qui. Il torneo di quest’anno si sta dimostrando spettacolare e avvincente, con le diverse squadre disposte a dare il massimo per conquistare il trofeo. Non possiamo sapere come andrà a finire, nonostante valga la pena seguire la competizione dall’inizio alla fine. Sperando per il meglio, non ci resta altro da dire: alè Italia!

 

di Jacopo Bisignani.

 

Fonti immagini:

  • Van Basten Euro ‘88: https://www.eurosport.it/calcio/euro-2020/2021/euro-2020-1988-marco-van-basten-e-la-dolce-vendetta-oranje_sto8341822/story.shtml
  • Toldo rigore: https://sport.sky.it/calcio/2016/06/02/euro-2016-amarcord-italia-olanda-europei-2000-toldo

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